CAPITOLO XI
“Lo Zeitung der Zeitverschwendung” pubblicò un’edizione straordinaria (notturna) sulla vita di alcuni possibili sobillatori.
Gente senza patria (apolidi). Uomini e donne che avevano vissuto (o vivevano) relazioni di promiscuità. Che mancavano di sentimenti profondi (duraturi) o di uno specifico ideale, se non il crimine (e non un crimine a sé stante). Gente che a detta degli esperti (agenti di borsa, psicologi, commercianti, artigiani) aveva commesso atti di libidine contro ogni essere vivente (fino alla murena da scoglio), esecrato gli articoli del codice penale e civile (comprese le procedure), deriso il jusnaturalismo e il razionalismo kantiano.
Animali, diceva lo “Lo Zeitung der Zeitverschwendung” più che gente. Più che uomini e donne. O altro.
La matrice comune dei sobillatori partiva da un dato attendibile e sperimentato: il reddito della famiglia d’origine. Se ne traeva la conclusione (statistica) che i sobillatori possono essere o molto poveri o molto ricchi (aut Caesar aut nullus). La classe intermedia (la borghesia) non era compresa in quelle statistiche (a dimostrazione che la verità sta nel mezzo).



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